Qui con me

Sai,mi rendo conto che più passa il tempo e più avrei bisogno della tua mano sulla mia spalla. Mi piacerebbe poter parlare anche solo un’ora con te,dirci tutto quello che il tempo ci ha rubato, sommergerti di perché. Vorrei sapere come hai vissuto la tua gioventù,cosa ti ha dato la forza di sposarti,chiederti se eri felice così. Non te l’ho mai chiesto,non ho avuto il tempo di farlo. Sei andato via mentre ero troppo presa da me stessa e dalla mia voglia di fuggire ,spezzare vincoli e catene,spazzar via i luoghi comuni. Ero immersa nella mia piccolissima rivoluzione e proprio mentre mi preparavo a sferrare un altro attacco contro il tuo mondo,tu sei scomparso ed io mi sono trovata con una spada di plastica in mano a sferrare colpi al vento. E quanto mi sono sentita piccola e stupida. I miei orizzonti erano talmente limitati e la rabbia mi accecava. Non ho avuto il tempo di chiederti se anche tu avevi mai provato quello che provavo io,la voglia di fuggir via,quella di prendere a calci un mondo che non era come quello sognato. Non ti ho mai chiesto se ti sei mai innamorato né cosa hai provato quando hai sbagliato il rigore del tuo mondiale. Ti ricordi le nostre partite con quel pallone che tanto amavo? All’inizio giocavamo a rincorrerci,poi il tuo fiato era divenuto sempre più corto e mi allenavo con i rigori,ma tu per me eri talmente grande che eri insuperabile. Sai cosa mi fa male? Non aver mai considerato l’uomo che eri. Mi ricordo una delle prime ed uniche volte che ti vidi piangere. Venisti in camera mia,forse è stata l’unica volta in cui tu sei entrato in quella stanza senza soffermarti sulla porta. Ti appoggiasti al davanzale della finestra,qui di fronte a me,ed iniziasti a piangere. Forse volevi condividere con me quel grande dolore ed io non fui capace neanche di alzarmi dalla scrivania,non fui capace di dirti neanche una parola di conforto,cavolo anche una stupida parola sarebbe servita. Ed invece no,rimasi immobile come una statua,lo sguardo freddo ed impassibile ad osservare un uomo che non conoscevo. Vorrei un’ora per chiederti come hai combattuto con la vita,se anche tu hai mai provato quello che ora provo io,questo gran senso di svuotamento. Un’ora per capire da chi ho preso questo stramaledetto carattere che mi porta a distruggere qualunque cosa tocco. Sai,in quella casa,nella nostra casa,non riesco più a metter piede e tra un po’ la venderanno al migliore offerente. E se ne va un’altra parte di noi. Non credo di essere stata la figlia che tu desideravi avere,tu stesso non me lo hai mai tenuto nascosto. Il tempo non ci ha permesso di farci conoscere per farci riscoprire uniti. Ci sono cose che si imparano e che si assaporano solo con il passare degli anni. Ed io mi accontento di scriverti qui per sentirti un po’ più vicino.
Ciao Pa

Qui con meultima modifica: 2004-04-17T20:46:41+02:00da la23strega@v
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