Il profumo

“Colui che domina gli odori,
domina il cuore degli uomini”
Suskind

Profumi dimenticati,cancellati ormai dalla mia memoria. Profumi che entrano nelle narici e raggiungono il cervello e penetrano nell’anima ed invadono, straziano, e ricordano di giorni passati che non torneranno mai più. Profumo di erba appena tagliata. Profumo di pane fresco e latte appena munto. Profumo di campagna. Profumo di vita vera,vissuta, quella che lascia i segni sulla pelle,quella che non passa inosservata. Profumo di ciò che è genuino, non ancora omologato,di semplicità. Profumo di chi è senza speranza.
E sento in maniera molto intensa,troppo intensa,il puzzo della mia vigliaccheria,del mio dover cedere alla logica di chi questi profumi non li ha mai sentiti,non li ha mai sentiti volteggiare nel cuore. Sento il puzzo della mia resa. E mi sento come chi ha le spalle al muro, come chi non ha possibilità di scelta. Devo cedere a logiche più grandi di me, che da sola non potrò cambiare e putroppo sono sola nella mia triste battaglia. Dicono che è dispetto,ripicca,immaturità. No. è voglia di restare aggrappata a quegli odori che mi accompagnano nel mio quotidiano e che mi fanno sentire in pace con me stessa e con il mondo intorno. Ed è voglia di non lasciare andare il mio passato,i giorni di ieri più significativi, i veri momenti di serenità che ricordo. Le mie radici sono lì ed io non ho nessuna intenzione di spezzare il cordone ombellicale. Ed è lì che maggiormente sento vicino le persone che non ci sono più. In quella terra,in quei frutti,in quei fiori,in quell’aria pura,in quella vecchia casa. Ogni angolo è un angolo di paradiso,un angolo in cui gli aneddoti che potrei raccontare non finirebbero più. Ed ora invece mi accorgo che siete diventati tutti padroni,padroni di niente. Non ho alternative. Pavoneggiatevi pure, non posso far nulla se non starvi a guardare,non ho i mezzi per poter risolvere questa situazione. Si cresce quando ci si rende conto che ci sono alcune cose impossibili da cambiare,è così che la pensate. E allora ancora una volta mi faccio da parte. Non vedrete mai una lacrima in questi occhi. Ho sempre detto che le mie lacrime sono troppo preziose e voi meritate solo quei falsi ipocriti sorrisi di cui vi cibate quotidianamente. Non vedrete mai una lacrima. Nè dalla mia bocca sentirete parole di rabbia, di rancore o di dolore. Eccomi qui,mi arrendo. Quando di fronte a te non hai persone con cui poter ragionare,persone che non ti guardano negli occhi quando parlano, persone che non amano il confronto è inutile continuare. Sarebbe una battaglia persa ed io non voglio che sui miei ricordi ci siano strumentalizzazioni o speculazioni. Prendetevi tutto,spogliatemi,derubatemi pure…c’è una cosa che non avrete mai. Me.

Il profumoultima modifica: 2004-05-21T11:32:15+02:00da la23strega@v
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2 pensieri su “Il profumo

  1. Un unione tra quello che eri e sentivi e la rabbia che senti oggi. Eppure il passato è radicato in noi e quei profumi invadono il nostro mondo: ne senti l’odore da lontano e lentamente ti entra nell’anima per farti rivivere le sensazioni, per com’eri e come sei oggi. un legame che nessuno può toglierti, rubarti. La rabbia che leggo tra le tue righe: la voglia di rinascita, le lacrime. Padroni scrivi: non permetterlo. Nessuno ha il diritto di sentirsi padrone dei tuoi pensieri e di quei sentimenti reali che esprimi. Una volta te l’ho detto: passo di qui sottovoce, ma non riesco ad esprimerti il mio appoggio: TU di coraggio ne hai, e ammiro le tue parole! Un abbraccio carissima, forte.

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