A tu per tu

Ti ricordi di me? Ho alcuni anni in più. Parecchie rughe in più. Tante cicatrici in più. Lo so che non va. So benissimo che non va. Se almeno sapessi cosa è che devo fare,da dove è che devo cominciare…dall’inizio,molto spiritosa!
In che tempo,in che mese,a che ora di quale giorno io ho cominciato a morirti da tutte le cose importanti,tutte. In che tempo,in che mese,a che ora di quale giorno io potrò mai perdonarti,tu potrai mai perdonarmi.
Ci deve essere un posto dove vanno a finire tutte queste cose. Non è possibile perder le cose così,come se non fossero mai esistite. Per forza ci deve essere un posto. Dove vanno a finire certi sguardi per esempio? Certe rare intensità?
I ricordi vanno nella memoria,ma i ricordi che uno non ricorda dov’è che vanno? I libri bruciati per esempio,dov’è che vanno a finire. Ci deve essere un posto,non dico un gran posto,no, uno piccolo, non so,un cassetto,una scatola,una borsetta,una valigia.
Non ho mai raccontato a nessuno di quando sono morta in un bicchiere d’acqua,proprio così,son morta in un bicchiere d’acqua come in un mare. Affogata!…son morta da tanta acqua,per tanta sete.
Tu la sai la storia della ragazza che voleva sapere cos’è la felicità? No,non la sai proprio.C’era una volta una brava ragazza sorridente e speranzosa che voleva sapere cos’è la felicità,dov’è la felicità,com’è la felicità,e camminava camminava camminava e domandava domandava domandava, finchè un giorno qualcuno le disse: la felicità è quella rara capacità che consiste nel cogliere un secondo e trasformarlo in un’eternità.
E se rompo il cerchio? E se lo spezzo?…potrei. Potrei anche uscire…e dopo mi trovo in un altro cerchio,e un altro e un altro ancora. Nessuno può spezzare i propri cerchi,tanto meno quando sono stati creati per i nostri giochi segreti. Forse la libertà è solo questo…la capacità di scegliere in che cerchio stare.
Sono morta in piedi e con gli occhi bene aperti per non scordare il colore delle case,l’odore della terra e quello strano disegno che la paura lascia sui volti. Sono morta insieme a tanti altri,d’uno strappo e mai come prima allora io capii che piccola è la distanza che separa la morte dall’amore. Pablo diceva…”ogni uomo ha due teste e due memorie. Una testa di fango che diverrà polvere,e un’altra,per sempre invulnerabile ai morsiconi del tempo e della passione. Una memoria che la morte uccide,bussola che finisce col viaggio,e un’altra memoria,la memoria collettiva,che vivrà…mentre viva l’avventura umana nel mondo vivrà”
Io insisto! Ci deve essere un posto dove va a finire tutto questo,tutto quanto…le parole mai dette, dov’è che vanno a finire? E gli appuntamenti mancati? Ma per forza ci deve essere un posto….le buone intenzioni,dov’è che vanno?…e le cattive poi?Non dico un gran posto,no,un pugno,una tasca,un nido…
A volte penso che noi abbiamo,da qualche parte nel corpo,noi abbiamo una specie di isola,dove vanno a finire tutti i sentimenti naufragati…e si salvano.
Lo so che sei qui!…ho detto che so che sei qui! Travestita da maschio,femmina o altro?Ma quando capirai che non è la morte che ci spaventa…cercare una ragione,un motivo per vivere… questo è terrificante….
Quando ero piccola credevo che i morti fossero trasparenti…è molto dopo che io capii che i morti sono gli unici che non muoiono mai. Giochi ancora a scacchi? Una sola domanda,una sola risposta: quante volte deve morire un uomo per imparare a vivere? E che altro vuoi che non mi hai tolto già? Vuoi me? Forza avanti,entra. Vuoi il mio cuore? Prendilo. Ma portami da tutto ciò che mi hai tolto…portami a casa! Tanto io non ho paura di te,ho solo paura di essere abbandonata,che non è lo stesso. Forse è vero che solo il cuore ci resta,come una mela che però qualcuno ha mangiato….

Liberamente tratto dal testo teatrale “I sentieri dell’acqua” di Cristina Castrillo

A tu per tuultima modifica: 2004-06-28T23:20:50+02:00da la23strega@v
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4 pensieri su “A tu per tu

  1. Molto triste e disperato come testo, però con una grande forza. Se chiedi alla maggior parte delle persone dove vannoa finire le cose perdute , credo rispondano (per memoria scolastica) sulla luna , oppure non ti risponderanno nulla perchè nemmeno si saranno mai posti la domanda. Io preferisco credere che rimangano custoditi in tante bolle colorate , in un angolino del mio cuore e ogni tanto quando una , per motivi ignoti scoppia , ti riporta nella mente un pensiero , un ricordo che credevi ormai perduto per sempre. E’ bello che a volte , quando meno me lo aspetto , pensare a quando ero bambina e giocavo al mare coi nonni, felice.Per il resto , forse non ho ancora il coraggio di volare , ho ancora un po’ paura che le ali non mi sorreggano, ed io da sola, sarò in grado di aiutarmi se cado? Mi sa che è questo il mio problema. Una buona giornata

  2. leggendo… mi accorgo che alla fine tutti i naufraghi stanno nello stesso mare… mille domande nessuna risposta… solo uno stupido dolore per cio’ che non riusciamo a capire… l’abbandono è tristezza.. è come perdere la bussola del proprio cammino….. ritrovarla??? difficile

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