Un bicchiere,un libro ed io

Dai entra. Accomodati pure lì,su quella poltrona. Posso offrirti qualcosa? Un amaro,un bicchiere di vino,un whisky…in casa non manca nulla. Non ti resta che scegliere. E se non sai cosa scegliere lo faccio io per te. Un bicchiere vicino aiuta sempre. A sciogliere il sangue. Lo senti scorrere meglio nelle vene. Più veloce. Più fluido. Anche le parole. A volte hanno bisogno di una piccola spinta per venir fuori con più facilità. Un piccolo artifizio. Solo un espediente. Non è poi così grave. Non amo nascondermi. La vita la voglio sentire dentro e la voglio sentir per davvero. Quando ti spezzano le gambe a volte è un pò dura. Quando ti manca il fiato e senti di non farcela…lo so cosa si prova. Il cuore salta dei battiti. Dopo ritrovi la regolarità del respiro e sai di averla scampata anche questa volta. Morire e rinascere. Questa è la nostra tragedia quotidiana. E ci si fa l'abitudine. Anche alla morte,all'abbandono,alla cattiveria. Con l'ipocrisia ho ancora un conto in sospeso,ma affronterò anche quella. Una cosa per volta. Goccia a goccia. E la bottiglia finisce. Rimane il fondo. Quello non amo berlo. E lo lascio a te. Se lo gradisci. Non è facile stare lì ad ascoltarmi. Parlo poco e parlo male. Parlo come mi viene. Senza discorsi precostruiti o imparati a memoria o presi a prestito. Ma mi sforzo di farlo. Perchè quando non si parla più ci si perde. Ci si allontana. Ci si abbrutisce. Ed io non voglio allontanarmi da me stessa. Quando esco di casa ho spesso un libro nascosto nella borsa. Come un piccolo amuleto. Come una piccola difesa. Difficilmente lo apro. Preferisco guardar le persone negli occhi. Cogliere le sfumature dei passanti che mi scivolano al fianco. Ho ancora tanta strada da fare. Probabilmente molta sarà in salita. Almeno mi consentirà di alzare gli occhi al cielo. Non ho mai chiesto molto di più.

Un bicchiere,un libro ed ioultima modifica: 2004-09-28T12:28:36+02:00da la23strega@v
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5 pensieri su “Un bicchiere,un libro ed io

  1. Devo chiederti scusa, ti avevo scambiata x un’altra ed un tuo commento mi aveva dato un pò di fastidio xchè pensavo fosse rivolto ad un nostro comune amico. Ma LUI mi ha detto che non sei LEI e quindi ho fatto una bella figura di m….., scusa.Le belle notizie arriveranno, devo avere ancora un po di pazienza, sai la giustizia italiana è lenta, però adesso vedo la luce. Un bacio.

  2. Mettiamola così: ti parlo (scrivo) esattamente come tu dici di fare: dando voce a quel che sento, qui e ora, dopo aver letto il tuo invito a bere un bicchiere. Mi piacerebbe poterlo fare, davvero. Un bicchiere di rosso generoso, da sorseggiare piano guardandoti negli occhi e ascoltandoti. Solo una cosa proverei a dirti, infilandola piano tra le tue parole: la tragedia, mia piccola strega, non è morire e rinascere ogni giorno. Quella è, semplicemente, la condizione umana. La tragedia vera è essere morti, sepolti da consuetudini e pensieri oltre i quali non sappiamo andare. essere morti e non saperlo. Essere morti e non sapere – o non volere, che è ancora peggio – più risvegliarsi. Finché ci saranno del vino e delle parole da dire, piccola strega, possiamo ancora pensare di aprire le porte di quel tempo – il futuro – che non ci appartiene, ma che dà un senso e una prospettiva alla nostra voglia di bere e di parlare. E di risvegliarci ogni volta, dopo ogni morte quotidiana. Un abbraccio

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