La libertà

"Vi racconterò una storia. è una storia molto antica, tra le più belle che io abbia mai sentito.
C'era una volta un re molto saggio. Il suo primo ministro si era macchiato di tradimento: aveva passato dei segreti alla nazione vicina, loro nemica, ed era stato preso con le mani nel sacco. La punizione poteva essere una sola: la pena di morte. Ma il vecchio re aveva sempre amato quell'uomo, e gli diede un'opportunità, pur condannandolo a morte.
Il giorno dell'esecuzione radunò tutta la corte. Da un lato c'era un fucile carico, dall'altro una porta dipinta di nero.
E il re disse :"Puoi scegliere: o muori -e devi morire- o scegli di superare questa porta nera. Dipende da te".
Il primo ministro chiese:"Cosa c'è dietro a quella porta?".
Il re rispose:"Questo non è dato saperlo. Nessuno lo sa, perchè nessuno ha mai scelto di oltrepassarla. Ai tempi di mio padre e di mio nonno quest'opportunità è stata concessa molte volte, ma nessuno l'ha mai sfruttata, per questo nessuno lo sa. Nè qualcuno può entrarvi; nemmeno io so cosa ci sia là dietro. Mio padre me ne ha lasciato solo la chiave. Tu però puoi vedere cosa c'è, perchè hai la possibilità di scegliere. Decidi!".
Il primo ministro ci pensò a lungo, e alla fine scelse il fucile. Disse:"Uccidetemi con il fucile. Non voglio attraversare quella porta nera.".
Venne ucciso.
La regina era molto curiosa e convinse il re a rivelarle cosa ci fosse dietro di essa. Il re rise e disse:"Io lo so: dietro non c'è niente. è semplice libertà; non c'è nemmeno una stanza. Questa porta si apre sul mondo. Non c'è nulla, ma nessuno l'ha mai scelta".

La gente arriva a preferire la morte o l'infelicità piuttosto che l'ignoto. L'ignoto sembra essere più pericoloso della morte stessa. E la libertà è la soglia dell'ignoto. Libertà vuol dire muoversi nell'ignoto, senza sapere dove si stia andando e cosa accadrà il momento successivo. è una porta nera. Raramente ogni tanto qualcuno sceglie quella porta; tutti gli altri preferiscono il fucile."
OSHO

Questa favola la postai molto tempo fa,dopo un pò che aprii il blog.
Questa volta la riposto e la dedico. Ad un piccolo diavolo; ad un grande uomo; alla sua semplicità contorta; al suo ESSERE eccezionale.

La libertàultima modifica: 2004-10-04T16:10:31+02:00da la23strega@v
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12 pensieri su “La libertà

  1. Ciao,restituisco la visita accompagnata dai miei complimenti: bellissimo blog. Scriviamo in modo diverso, forse per obiettivi diversi, ma scriviamo. Scrivere è libertà, è scavalcare tutte le volte, non la porta, ma delle lettere nere, senza senso e restituire loro forma, armonia, cattiveria, dolcezza.Libertà nera. Può essere vero e la libertà di scegliere può apparire nera a chi non la vuol vedere. Ma non condanniamo: non è semplice, nè facile, nè normale calarsi al buio e doversi rinventare, giorno dopo giorno.Molto più semplice accumulare solide certezze e viverne aggrappati.CiaoTrespolo

  2. ciao… son tornato a trovarti hai visto? che bella storia…però.. .non so..un pò inverosimile lo è… per sua natura l’uomo è sempre stato attratto dall’ignoto… io stesso avrei scelto la porta… anzi..diciamo la verità… io la porta la scelgo in ogni giorno della mia vita… eppure non ne ho mai abbastanza… è molto grave?

  3. Buongiorno amica! Finalmente, nottetempo per evitare trabocchetti e pattuglie virgiliane, siamo riusciti a pubblicare il nostro primo “Ritratto d’Autore”. Non è esattamente al 100%, ma accettabile: miglioreremo.Invitarti alla lettura, che penso hai già fatta altrove, è superfluo, ma le considerazioni in merito al Ritratto sono in fondo quel che cerchiamo. Non farci mancare le tue, ci mancherebbe! Un caro saluto, Skipper (per la redazione)

  4. Ti racconto anch’io una storia. C’era un tizio, in Toscana, parecchi secoli fa, piuttosto singolare: mezzo artista e mezzo scienziato, era un mancino in odor di pederastia e viaggiava molto, da Firenze a Milano, Mantova, Venezia, fino alla Francia, dove morì in un piccolo castello ad Amboise. Questo tizio scrisse di un sogno che fece da bambino. Ecco come lo raccontò: “Pervenni all’entrata d’una gran caverna, dinanzi alla quale restai alquanto stupefatto e ignorante di tal cosa… E, statovi alquanto, subito salse in me due cose: paura e desiderio: paura per la minacciante e oscura spilonca, desiderio per vedere se là entro fusse alcuna miracolosa cosa”. Quel tizio si chiamava Leonardo, Leonardo da Vinci. Il tuo post me lo ha fatto venire in mente, anche se per Leonardo quel nero minaccioso altro non era che l’ignoto. Nel tuo racconto, oltre la porta nera, c’è la libertà. La suggestione diventa potente: e se temssimo la libertà perché, semplicemente, non la conosciamo?Che pensieri, che fai venire, Streghetta! Un abbraccio

  5. Streghetta, Streghetta che mi vai a postare?!è un pezzo bellissimo semplice e chiaro come tutte le verità, ed è proprio così. Della libertà se ne ha paura e si vive morti o si muore vivendo. Ed è proprio così. Tremendamente così. L’affrancarsi da noi stessi, non dal resto. Un abbraccio, Manu.

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