Pagando, s’intende.

E il conte al sommo della gloria
fece a pezzi la sua vita
a pezzi la memoria
a pezzi i rubinetti e il sole
anche il cavallo si mangiò
gridando: "adesso so chi sono,
più tardi mi ci abituerò".

Di quello che non ho fermato
e che valeva oggi mi pento
ma è tardi e non ho pianto
forse qualcosa muore dentro
forse è perché non amo più
ho perso tutto questo tempo
e non vi abbraccerò mai più.

E tutto quello che so dire
è che sovente il mio dolore
sa farmi divertire;
la rabbia mi mantiene calmo
e abbasso questa libertà
un vecchio amico, un vecchio incontro,
oggi, sarebbe sì una novità.

Rapidamente venne inverno
-di' qualche cosa di più serio-
forse qualcosa muore dentro.
-Di' qualche cosa di più vario-
E tutto quello che so dire
è che sovente il mio dolore
sa farmi divertire.

Vorrei  dirti sempre che t'amo


ma non quando è facile oppure

le braccia conserte

Si guarda quel muro davanti

Si ascolta il rumore

Vorrei lo sapessi non sono il migliore

Ho un patto con gli anni
Cavalco, ho paura,

Mi tengo da sempre una mano sul petto

Dovesse mai smettere, ascolta di battermi il cuore.


R. Vecchioni

Pagando, s’intende.ultima modifica: 2004-11-20T10:16:23+01:00da la23strega@v
Reposta per primo quest’articolo

3 pensieri su “Pagando, s’intende.

Lascia un commento