Non è poi così difficile

Ho bisogno di odori stasera. Per non sentire il mio di odore. Ed il tuo che mi è rimasto sotto la pelle. Ho un senso dell'olfatto tremendamente spiccato. Troppo. Troppo.
Gli odori mi penetrano nel naso, mi entrano in gola e si radicano in me come una seconda pelle. Una pelle sotto la pelle.
Ho bisogno di profumi. E sono qui ad accendere i miei incensi comprati ieri in un mercatino di una città caotica e per nulla profumata.
E le candele. Stasera provo quella alla mandorla dolce. Mi piace la mandorla. Mi piace il dolce.
Ed intanto penso ad i miei sogni che volano via come il fumo della sigaretta. Basta aprir la finestra, una folata di vento, ed il fumo vola via. Rimane l'odore, un odore stantio che sto cercando di mascherare.
Povera strega,mi fai tenerezza. Tenerezza perchè credi ancora nei miracoli. Hai la magia dalla tua parte ma sembra che niente serva più a niente. E le illusioni di cui ti nutri e ti cibi sono un pane divenuto troppo amaro da buttar giù, difficile da digerire.
Meglio la nuda realtà, che una sirena ammaliatrice.
E mi sembra inutile e forse anche patetico continuare a guardare la realtà nascondendosi dietro a dolci bugie, dolci speranze, dolci possibilità.
Accettare ciò che accade. Imparare ad accettare ciò che accade. Imparare a perdere senza smettere di tentare. Imparare a non condurre le regole del gioco ma non per questo smettere di giocare. Non è poi così difficile.

"Anche se fosse facile
Io non te lo direi
Ma si può scegliere
Se vuoi
Ognuno può essere
Quello che vuole sai
Non si può perdere
Quel che non hai

E chi dice che è facile
Guarda qui
Un uomo è così
Se fosse così semplice
Non sarei
Ridotto così
Io non mi voglio arrendere
Non ci sto
Tutto qui
Non ci riuscirò
Ma credo di si!"

Non è poi così difficileultima modifica: 2004-11-24T01:01:53+01:00da la23strega@v
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4 pensieri su “Non è poi così difficile

  1. In alcuni momenti è giusto chiudere la porta al mondo. Chiuderla e masticare lentamente i propri pensieri, con calma, al ritmo lento di un vecchio pescatore che rincorre le onde e due pesci. E alla fine tornare. Attraccare alla banchina, lasciare barca e reti e rituffarsi nel caos, tra mercanti che urlano, compratori gesticolanti e curiosi indaffarati a cogliere, con uno scatto, l’anima di un piccolo mondo che non gli appartiene. Buona giornata. Trespolo.

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