Un fiammifero

Mi chiedo cosa sia un post se non la fotografia di uno stato d'animo, la condivisione di un trascorso e di un percorso. Fino a questo istante non avevo mai preso in seria considerazione l'idea di staccarmi dal virtuale, staccarmi sul serio, e lasciare che queste parole volino da sole. Ma il virtuale, quasi sempre, è una fuga dal reale. Se non vogliamo raccontarci bugie a cui tanto non crede più nessuno. Ed io non voglio più fuggire. Non ne ho più bisogno. Voglio sporcarmi di vita, immergere le mani nel fango e nella sporcizia, puzzare anche di sterco se necessario.
Ci sono stati giorni pesanti in cui non riuscivo neanche a guardar fuori dalla finestra per spiare la vita. I miei occhi riuscivano a captare solo immagini distanti di un mondo distante.
Il mio blog era destinato a morire dopo qualche giorno dall'apertura. Voleva essere solo un'esperienza conoscitiva in un periodo in cui la noia era la mia compagna e l'incostanza la mia schiavitù. Mai avrei creduto di arrivare fino qui. Ed invece ho trovato un mondo parallelo raggiungibile con un click. Senza troppi sforzi, senza troppi investimenti, senza troppi compromessi. In cui poter difendere e dare voce  a quella parte di me così irraggiungibile.
Il giorno in cui ho scoperto dietro ai nick delle anime a me simili, occhi che guardano, anime attente, ho capito di voler camminare per strade, non necessariamente asfaltate, ma che odorino di vita.
Perdo ancora il treno, anche se i binari sono solo tre e ci sono le indicazioni. Perdo ancora il treno. E ne prendo un altro. Forse il prossimo.
Ma torno a casa. Torno a casa da chi mi ha conosciuto ed apprezzato. Da chi non ha condiviso le mie scelte ma non si è mosso, mi volto ed è ancora lì. Da chi ha voglia ancora di conoscermi, nonostante le occhiaia, i miei silenzi ed i miei sorrisi che dissimulano pensieri pesanti. Da chi è ancora disposto a farsi meravigliare ed a meravigliarmi. Da chi non chiede nulla in cambio. Da chi fuma con me e prende il peso della mia anima e mi addossa il peso della sua.
Torno a casa e sono sola ed è questa solitudine che devo imparare a gestire. Ho da ricominciare una vita. L'ho distrutta fin quasi alle fondamenta, salvando solo l'indistruttibile. Ho da costruisci tanto ed ancora tanto. E sono sola. E questo mi responsabilizza solo verso me stessa. Una responsabilità che ho sentito sempre molto poco. Ma ho ancora un anima da donare con sincerità e senza paura con passione a chi la vorrà e sarà sincero e senza paura. Ho mani piccole ma spalle larghe. Se ti appoggi ti sostengo ma ho bisogno anche io di essere presa per mano. E rassicurata. E condotta. Ma lo voglio fare dinanzi ad una tavola imbandita. Non qui. Non qui in questa realtà sterilizzata, in questa stanza asettica. Non lascia odori addosso.
Probabilmente non chiuderò mai questo spazio, questa porta resterà sempre aperta per me e per chi ha ancora voglia pura e sincera di condividere fino in fondo.
Probabilmente ci saranno giorni in cui sentirò la necessità di rifugiarmi qui ancora ed ancora.
Ma con una forza nuova. Una forza che sento viva e pulsante dentro di me.
Probabilmente domani racconterò di questa nuova scintilla. Non ora.
Stanotte me la gusto, ci faccio l'amore, la tengo stretta a me.

Un fiammiferoultima modifica: 2004-12-13T00:16:36+01:00da la23strega@v
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26 pensieri su “Un fiammifero

  1. Si, esci per strada e prendi la vita per mano, ti sbuccerari le ginocchia e puzzerai di sudore ma sarai tu, e sempre troverai chi avrà voglia di asciugarti le lacrime o porgerti una mano e sarà una mano calda e sicura, saranno occhi limpidi o guardarti fin dentro le visceri per aiutarti ad assumenrti il peso della tua anima. Forza che ci sei quasi, ma non avere fretta, respira con calma e poi tuffati, e se non ci sarà la rete poco male, avrai comunque la forza per riuscire a rialzarti.

  2. Primo: grazie, vederti è stata una gioia vera. Secondo: perdonami, ma un po’ la condizione di usura delle mie sinapsi neuronali, un po’ il frastornìo della situazione di sabato mi hanno impedito di trovare il tempo per chiacchierare con te, come mi sarebbe davvero piaciuto. Terzo: non mi è riuscito di dirti che sei deliziosa, e me ne pento, perchè farlo senza guardarti negli occhi (quanto calore, e quanti pensieri, e quante scintille, là dentro!) non è la stessa cosa. Non dispero che ci siano altre occasioni, meno anfetaminiche – il riferimento è alle mie condizioni dell’altro ieri, ovviamente – per farlo. Spero che la visita al Palacongressi abbia giustificato il viaggio, mi piacerebbe scambiare con te qualche impressione al riguardo. Grazie a nome di nonno Leo. Il breve racconto è pubblicato sull’ultimo numero di “Battiti”, il cataloghino periodico di Full Color Sound, che era in distribuzione allo stand dell’editore. Nel caso non l’avessi preso, te lo manderò via e-mail. Fammi sapere e, intanto, tieni accesa la scintilla: c’è bisogno di luce e di energia come le tue, un bisogno infinito. Ti bacio

  3. Questa tua confessione l’ho bevuta tutta d’un fiato, la sincerità è una delle cose più preziose da apprezzare e la tua descrizione di questa esperienza è così fulmina che non può non far pensare… anch’io mi chiedo tutti i giorni perché continuare e, come vedi, tutti i giorni trovo un perché, non sempre lo stesso, ma finché lo troverò continuerò, come te, a dare e ricevere tramite le parole le emozioni e le attenzioni di questa nostra espoerienza unica che è la nostra vita (unica perché non ne abbimao altre)… ciao spero che il tuo post non sia un addio ,ma un arrivederci a presto

  4. Ti ho incontrata un giorno tra le vie invisibili, noi più invisibili che mai… ho letto le tue parole cariche di passione per la vita, sempre, e tra una sigaretta e un abbraccio ti ho sentita vicina… quella scintilla c’è sempre stata, ora l’hai accesa. Un sorriso sul tuo volto e la vita in te. Ti voglio bene.

  5. CI FATE ACCENDERE?Come ogni anno, a Natale Amnesty International porterà la sua candela nelle piazze italianelo farà per tenere accesa la speranza di milioni di persone che, in tutto il mondo, vedono calpestati i propri diritti.Accendere una candela di Amnesty significa dare più forza all’azione di chi, ogni giorno, si impegna in difesa dei Diritti Umani.Acquista una candela di Amnesty, insieme accenderemo una grande speranza.

  6. Come sono lontani i tempi in cui i fiammiferi venivano usati per accendere le pire in mezzo le piazze e si sentiva quell’odore acre di carne bruciata….Ade sso , dopo aver letto bene i loro libri sacri, non inceneriscono neanche un embrione; mentre altrove si continua a lapidare e/o giustiziare. Ciao Strega!

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