Una notte

Un calore che solo una candela sa dare. Una luce che può arrivare solo da quella piccola candela rossa su di un tavolo troppo grande per me. Troppo grande per me sola.
Spesso mi ritrovo seduta sul mio divano bianco ad osservare quel tavolo immenso. E ricordo una famiglia felice. Una piccola famiglia unita nei suoi piccoli contrasti. Attorno ad un tavolo ci si dimentica anche dei rancori personali. Con una bottiglia di buon vino risulta ancora più facile. La mia mente non può non volare ai Natali trascorsi. Un'atmosfera incandescente. La gioia per il presepe più bello e rigorosamente fatto in casa. Per il pesce più fresco comprato al mercato ittico la notte del 23. Per il regalo più ingombrante. Ricordo il calore dei fornelli costantemente accesi ed il mio sguardo di bambina incantato su di una culla posta tra un bue ed un asinello.
Oggi è la vigilia di Natale. È sera. La tavola è vuota. Il progresso e la tecnologia mi hanno permesso di avere a mia completa disposizione un telefono ed un computer su cui affogare la mia solitudine. E come compagna la solita bottiglia di vino. Rosso. Come il sangue che scorre nelle vene. Ne bevo un sorso. Il sapore pastoso mi inonda il palato, scende in gola, entra nello stomaco. E mi da sollievo. Mi fa sentire viva. Accanto a me un cellulare che non squilla e mi ricorda costantemente la mia solitudine. Prima o poi dovrò decidermi a buttarlo via. Non ora. Ora ho bisogno di aspettare.
Seduta su questa poltrona vedo il riflesso che la luce fioca della candela rimanda sul muro. E penso a quei piccoli paesi di montagna dove l'atmosfera natalizia è esaltata dal paesaggio. A mezzanotte in quei piccoli cimiteri si celebrano i morti con una candela come questa. Conosco un uomo che ogni notte di Natale riposa dinanzi alla tomba della madre, guarda le stelle e piange come un bambino. Bambino per una notte, lui che bambino non è. Figlio per una notte per sentire il calore di un figlio che non ha.
E ne conosco un altro di uomo che trascorre il Natale con sua nonna, perché non ha che lei al mondo. Perché lei non ha che lui al mondo.
Seduta guardo i giochi di luce che si stagliano sul muro. Dalle case si vedono le luci degli alberi che giocano a rincorrersi come a nascondino, come le mie ombre. I bambini aspettano il regalo nel sacco di iuta ed hanno quegli sguardi e quei sorrisi ansiosi ed inquieti. Anche io sono stata una bambina. È stato tanto tempo fa. Tastavo tutti i regali nascosti sotto l'albero e tra questi cercavo il mio. Anche oggi aspetto un regalo. Una telefonata. Gli anni ti corrono dietro e ti piegano in due le giunture fino a spaccarti le ossa. Gli anni giocano a rincorrersi ed intanto ti spaccano i denti e sui piedi, un buon osservatore, riesce perfino ad intravedere tutte le strade percorse. Per vedere quelle ancora da percorrere si deve possedere un'ottima vista. Io non ho una buona vista. Ed ho un pessimo intuito. Mi sono fatta anche io un regalo. Una bottiglia di ottimo vino. Avevo promesso di aprirla in un'occasione speciale. Me l'hanno regalata per questo. Me ne hanno regalate due. Una persona che ora non fa più parte della mia vita mi ha lasciato questa pesante eredità. Di scegliere un momento appropriato per aprirle. Ed una ho deciso di aprirla stasera. In questa notte di Natale in cui celebro me stessa. La mia vita. La donna che domani nascerà dalla cenere di oggi. Continuo ad aspettare che il telefono squilli. Ogni Natale attendo questa telefonata. È sempre arrivata puntuale. A volte in anticipo. Mai in ritardo. Quest'anno celebro questa telefonata per cristallizzare questo momento in eterno.
Il telefono suona. Un messaggio. È quello che aspettavo, in altra forma, in altri modi.
La banalizzazione non ha mai fine. E la bottiglia è vuota.

Una notteultima modifica: 2004-12-25T22:11:17+01:00da la23strega@v
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13 pensieri su “Una notte

  1. (Vedo che la gente non riesce ad essere meno stupida solo perché è Natale.) Non preoccuparti della solitudine e nemmeno della bottiglia di vino, se è solo per festeggiare questa notte. Brindo insieme a te e alla nuova te che nascerà dalle vecchie ceneri. C’è sempre un momento “cristallizzat o” da cui parte un nuovo inizio.P.S.Non credere alla magia dei natali dei paesini di montagna. Spesso sono solo natali da cartolina e sono accesi tutto l’anno. Auguri. Di cuore.

  2. Beata te che puoi berti una bottiglia di vino rosso, io ho il fegato che non potrebbe tollerarne una goccia: è veleno per me!Spero che tu sia rinata giusto in tempo per gustarti la seconda bottiglia per questa notte. E bevitela ( o bevetela) alla mia salute. Ne approfitto per una carezza ai riccioli diabolici della mia cignotta preferita, la deliziosa Valeria. BUON FINE ANNO VECCHIO e BUON INIZIO ANNO NUOVO, by mariocandido

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