L’insostenibile leggerezza dell’essere

Volevo andar via senza far rumore. Via senza proferir parole che possano risuonare come un eco. Via senza lasciare odori da non poter dimenticare. In punta di piedi in modo da non lasciar tracce visibili per essere seguita. Ma sono ingombrante e maldestra ed ho sparso i miei cocci ridotti in frantumi dalla tua casa fino alla mia.
Come a tracciare un percorso. Come a dirti "lo sai dove trovarmi".
Ed ecco qui un post. L'ennesimo. L'ennesimo sulla mia vita. Il primo sul lungo addio.
Cercato. A volte richiesto. Mai attuato. Per codardia e ci aggiungo un pizzico di superficialità e di ingenuità.
Un lungo addio. Più di un lungo addio. Per ricominciare dall'inizio, senza un punto di partenza specifico. Per ricominciare da me. Per la prima volta senza di te.
E non so ancora come mi sento. Sono talmente tanto anestetizzata ed ansiosa e piena zeppa di pensieri che non ho ancora incontrato la dolce amica solitudine.
Ma lo dovevo a me stessa. Avevo un dovere nei miei confronti. E nelle persone che mi saranno al fianco. Se mai qualcuno riuscirà a sopportare il peso del mio essere.
Leggero o pesante che esso sia. Resterà pur sempre un peso che con tanto di fiocco primo o poi dovrò essere in grado di donare ad un povero sventurato.
E per quanto pesante ho il dovere verso di me e verso il povero sventurato, di donarlo senza reticenze e senza fantasmi che vi aleggiano intorno.
Ho cercato per tanti anni, per tante strade, in tanti occhi, un altro te e non l'ho trovato.
Ho bruciato tanti incensi per immaginare la forma del tuo corpo.
Ho accettato qualunque tipo di compromesso, anche il più meschino, per scoprirti di nuovo al mio fianco.
Ora ti ho detto addio per non perdermi mai più nelle tue strade, nei tuoi sentieri tracciati e spinati, nei piccoli angoli in cui mi rinchiudevi. Un lungo addio. Lungo quanto questi due anni. Un lungo addio per un inizio lungo o corto. E' pur sempre un inizio.
Ci sono sensazioni non verbalizzabili, ci sono momenti ed emozioni da non poter riassumere. Ed è giusto che sia così. Tener per me tutto questo mi fa affrontare l'oggi ed il domani con una marcia in più. Con la piena consapevolezza di quello che voglio e di quello che non voglio e soprattutto dei motivi dei miei fallimenti.
Il tuo fantasma è stato uno dei motivi. La mia superficialità, ingenuità, bassa autostima ed ipocrisia hanno fatto il resto. Perchè loro insieme a te hanno creato il tuo fantasma, la tua falsa presenza ed il riflesso della tua immagine nella mia anima.

L’insostenibile leggerezza dell’essereultima modifica: 2005-01-03T18:38:04+01:00da la23strega@v
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6 pensieri su “L’insostenibile leggerezza dell’essere

  1. Una dichiarazione d’intenti netta. E scusami i termini forse non appropriati. Mi ricorda un passaggio del racconto, un passaggio che arriverà verso la fine: “Mi risponde con gli occhi. Felici, sorridono. Non serve altro. Adesso vive da sola. È tornata per qualche mese dai suoi genitori. Non sopportava più quella casa. La stessa che casa che io avevo odiato. Per due lunghi giorni. La casa dei rumori. E se n’è andata. Succede sempre così.Per qualche misterioso meccanismo un giorno le persone si svegliano. Si guardano. E decidono che devono cambiare. E cambiano. Prendono forca e forcone e ammassano in un attimo gli anni passati. Li ammassano per non rivederli più. Cambiano. E quando decidi di cambiare. Di ricominciare a sognare. Di ricominciare a volerti bene, a vivere…”. E se me lo concedi un piccolo consiglio: non sperare di imparare dai fallimenti, quelli non insegnano nulla. Prendi invece le cose buone, cerca di capire come ti sono riuscite e ripetile. E’ molto più semplice, produttivo e divertente. Un Bacio e buona serata. Trespolo.

  2. Ma i tuoi incensi servono a “immaginare la forma del suo corpo” o a coprire l’odore della tua e della sua pelle ? O, più verosimilmente, a nascondere il puzzo del fumo di sigaretta che impregna tutto, persino il pelo del tuo gatto? BUONANOTTE STREGA…domani notte darai in prestito la scopa alla Befana?

  3. i fantasmi ronzano. specialmente la notte, prima di addormentarsi sono sempre pronti ad accompagnare il sonno con le le fredde mani del passato. i miei fantasmi ci sono sempre e spesso me li tengo stretti, un po’ per malinconia, un po’ perchè mi fanno comodo. non so se dovresti provare a ucciderli o a mantenerli. penso sia bello vedere che ci sono persone che non hanno il timore di “guardarli”. un abbraccio

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