Un sentiero per due

Cammino seguendo il muro di recinzione che mi separa da te. Quel muro che separa la tua storia dalla mia. Ho le mani che non sanguinano più perchè ho imparato a riconoscere le spine. Mi accarezzo la mano e sento sotto le dita l'ultima grande cicatrice. Seguo la sua linea curva, morbida. Non mi fa più paura. Ormai fa parte della mia vita.
Cammino seguendo il percorso tracciato da te ed avallato da me dopo tanto risentimento. Ed a volte mi scopro più lontana di quanto credessi. Più lontana dal tuo percorso. Ancor più lontana della lontananza che mi hai imposto. E mi scopro in grado di prender l'iniziativa e di ergere un muro anche io. Variopinto questa volta. Il grigio è già troppo. E so che mentre cammino cerchi di intravedere le mie gambe fasciate da morbide calze. E so che se iniziassi a camminar gattoni tu non la finiresti di ammirare il mio sedere che tanto ami. Forse perchè è tondo e tu ami l'armonia e la circolarità.
Ma io continuo a camminare ampliando solo leggermente il movimento dei miei fianchi che tanto piccoli non sono. Non più per stupirti. Ma per lasciarti un bel ricordo.
Ti guardo negli occhi. Tu sei dall'altro lato della recinzione. E quel muro non l'hai mai saltato. Anche solo per vedere cosa mai avrebbe potuto regalarti il mondo dall'altro lato. Da un'altra prospettiva. Ed io nella tua stanza piena di fumo e di profumo ho lasciato le mie calze a rete ed i miei tacchi a spillo. Ed indietro a prenderli non tornerò.
Troppi treni, troppe corse, troppi visi anonimi dietro alle mie scorribande.
Continuo a camminare. Ti guardo. E vado via. Non senza prima salutarti. Non senza prima ricordarti che quel tracciato e quel percorso lo seguirò sempre. Sarà sempre il mio punto di riferimento. La mia guida quando mappe, cartine e gps mi faranno perdere il senso dell'orientamento. Ma troverò anche altre strade parallele o solo piccoli incroci o solo piccoli cambiamenti di rotta causa lavori in corso. O neve da spalare che in questo momento è appropriato. Ma dentro di me ho un segreto. Una convinzione. O forse solo un ricordo di quello che è stato. La convinzione che tutto quello che ha profonde radici, tutto quello che segna, che lacera la schiena, che ti fa cambiare prospettiva, che ti insegna a vivere e ti responsabilizza rimarrà sempre indelebile non solo nella memoria, ma nella carne. Nella carne che brama e desidera. E nel cuore. La convinzione che in questo mondo dove si viene e va, dove ci si incontra, ci si scontra e poi ci si perde, c'è qualcosa che dura e che non vive solo di parole del quotidiano o di baci sotto le stelle.
Ma vive di intensità inespresse, potenzialità inesplicabili, ricordi e racconti di un vissuto dove lo scambio era la forma primaria di comunicazione. La convinzione che la mia storia e la tua storia separate da un muro cammineranno sempre lungo quella direzione dove ci sarà il tempo e la voglia di ritrovarsi su di una panchina a scambiarsi abbracci per il freddo dell'inverno successivo. Piccola oasi. Piccolo spazio. E di nuovo la pubblicità.

Un sentiero per dueultima modifica: 2005-01-27T22:03:09+01:00da la23strega@v
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9 pensieri su “Un sentiero per due

  1. Non sono belle le strade costeggiate da muri. Il desiderio sempre più incombente di oltrepassare quell’orrendo monumento alla nostra viltà ci fa perdere di vista l’orizzonete. Il ricordo diviene una sabbia mobile che ci inchioda e non ci fa volare. La tanto sperata oasi in realtà è soltanto una semplice ora d’aria, palliativo di una terribile reclusione.codadilupo79

  2. Sai, anche io mi sono trovata a fiancheggiare un muro per ben due anni, percorrendo strade, imboccando vicoli ciechi. Eppure, dopo due anni, ci siamo ritrovati così, faccia a faccia, senza manco sapere come, due persone che hanno preso il coraggio a due mani per affrontarsi.. Un bacio. M.

  3. Bella convinzione, la tua… Leggendoti, però, ho ricavato la sensazione – forse fallace – che il guado sia ancora lungo, Bruja… Ma non c’è da preoccuparsi: prima o poi, camminando, si giunge alla sponda. Il problema vero è che molto spesso – perchè confusi dai vortici del fiume o per mancanza di determinazione o semplicemente per nostalgia – finiamo per tornare proprio a quella appena lasciata, prendendo terra giusto un po’ più a monte o a valle… Il che non è necessariamente nè sempre un male: semplicemente, ci preclude l’esperienza di un’altra riva… Ti penso con grande dolcezza e nella certezza, un giorno, di quelle chiacchiere sotto l’albero… Grazie per il passaggio. Un bacio tenero (gf)

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