L’alba di un lunedì

Ricordi di un lunedì mattina. Quei lunedì che non sono poi tanto diversi dalle domeniche.
Giorni come cavalli in una giostra di periferia. Si rincorrono. Ti girano intorno.
Nulla cambia. Un giorno ti guardi allo specchio e scopri qualche ruga in più.
Capelli bianchi che non hanno vergogna di insinuarsi tra milioni di capelli neri. Rivendicano la loro dignità. Diventano un segno vistoso ed apparente di un'esperienza di vita non troppo breve, ancor non lunga.
Ricordo i tuoi capelli. Grigi. Ancor non bianchi. Ormai non più neri. Ti piacevi brizzolato e ci scherzavi su sottolineando un fascino che non passerà mai di moda. La tintura non è che una maschera con cui illudiamo noi stessi di aver ancor tanto tempo davanti.
Ma illudiamo solo noi stessi. Gli altri se ne accorgono. Se hanno la vista fine.
E per esaltare ancora di più il tuo bianco sporco hai dato la possibilità a quei capelli di crescere e di diventare un segno esteriore di un trascorso interiore.
Ricordi di un lunedì mattina. Dove sono andati tutti i lunedì passati? Quei lunedì maledetti, odiati, vomitati? Li abbiamo persi. Via. Scivolati tra le dita. Calpestati da una suola. Dimenticati lungo un binario.
E quindi ho provato a rintracciarli, a riprenderne il filo, a rinchiuderli in una cornice.
Perchè ho la ferma convinzione che il passato è un tesoro da cui poter attingere ori e spille preziose per ornare il presente vestito di grigio. Perchè ho la ferma convinzione che per quanto cancellato e violentato e riscritto, quello che è stato resta impresso dentro di noi e ci guida nelle scelte del domani. Perchè ho la ferma illusione.
Ed invece ecco la tintura per i capelli che tanto destestavi. Ecco i tuoi capelli di colpo ritornati neri. Ecco le tue scelte volte a rincorrere ed a rivivere i tuoi vent'anni.
Anche io ho qualche capello bianco. Anche io ho da iniziare a combattere con le tinture. Ed anche io forse per la prima volta, inizio a sentire la stanchezza nelle ossa dopo aver compiuto un percorso ad ostacoli. Per quanto breve. Ho i lividi sulle ginocchia. Quelle ginocchia che mai saranno come avrei voluto. Forse perchè da bambina ho sempre corso dietro ad un pallone e non mi sono mai curata di quello che sarebbe stato.
Anche io a rincorrere una stella cometa. Ed i desideri si accavalano in un gioco di sostituzioni. E queste cose le conosco forse anche meglio di te.
Ma speravo nella mia sciocca visione di questo sporco mondo di aver costruito con te un rapporto tale da poter un giorno ripercorrere insieme quei lunedì. Forse perchè avevo davvero trovato qualcuno a cui affidare il peso del mio sentire.
Prendo una gomma e cancello. E ricomincio a scrivere la pagina della mia vita.
Oggi lunedì 14 febbraio ed è solo una coincidenza il santo del giorno. Non festeggio i santi del calendario. Non ho ancora capito quanta affidabilità dare alle coincidenze.

L’alba di un lunedìultima modifica: 2005-02-14T10:40:44+01:00da la23strega@v
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7 pensieri su “L’alba di un lunedì

  1. Contenta di ritrovarti nelle camere del mio castello.. 🙂 Non avrei potuto mancare a quell’appuntam ento, non dopo la miriade di stronzate che leggevo in HP. Sai, non ci credevo nemmeno io.. paradossalmente , questo post è “dedicato” anche a me e alla visione precedente che avevo di questa festa. C’è sempre tempo per recuperare qualcosa che, magari, si è solo dimenticato dove è stato riposto. 😉 ‘Notte, cara Strega. M.

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