Fotografie

Non riuscirò mai a familiarizzare con i treni. Hanno un rumore sordo che si insinua nel cervello. E ti mozza il fiato. E corrono lungo binari prestabiliti. Non possono tornare indietro.
Ho provato a fermare quel treno. Non ci sono riuscita.
Adesso è lì a macinare chilometri. Ed in quei vagoni la vita continua, cullata da quel rumore che come una ninna nanna fa addormentare i più. Come se nulla fosse cambiato.
Ed invece nella mia stanza c'è una rosa sulla scrivania. Piccolo bocciolo colore arancio. Forse in un vaso troppo grande. Ma ha bisogno di acqua fresca ed abbondante. E di luce diretta per essere scaldato. Ha freddo. Come ho freddo io.
Sul mio letto i segni di quello che siamo. I segni di quello che è stato. Del nostro odore. Della nostra saponetta al miele. Della tua all'oppio. La tua pelle come una mia seconda pelle. Un odore familiare. Il tuo corpo come casa mia. Un luogo protetto e sicuro. In cui so che nessuno mai mi farà del male.
Sul mio letto la sagoma dei nostri corpi. Dei nostri muscoli tesi nello sforzo, nel piacere e nel dolore che si confondono e si rincorrono. Il segno dei nostri orgasmi. Del vino e del sangue che sembra vino. 
E sulla mia carne nuove cicatrici. Graffi lungo la schiena. Sui fianchi. Sul collo. Sulle gambe. Sul mio enorme sedere. Che fortunatamente ami, desideri e coccoli. Altrimenti non potresti amarmi, desiderarmi e coccolarmi.
Nelle mie orecchie le tue parole oscene. Dalla tua bocca il mio nome cento volte sussurrato, gridato, imprecato. Nella mio bocca il tuo dolce sapore.
Hai riempito di odori le strade della mia città che puzzano di smog. Di vita. Di pesce fresco. Di mercatini rionali. La mia città piena di luce e colore. La mia città che volevo condividere con chi ha quei colori nel cuore.
Ed hai riempito i miei occhi di lacrime. Con parole e con frasi che questa volta non sono rimaste ferme in gola. E dai miei occhi è scesa una lacrima quando ho visto avvicinarsi l'ombra della precarietà. Quella che più mi spaventa. Una lacrima ancora, quando ti ho visto forte, sereno e sicuro nel tuo volermi rassicurare. Nel voler rassicurare anche te stesso. Nel voler bere acqua e sale dai miei occhi.
"il tuo cuore lo sento i tuoi occhi così belli non li ho visti mai ma adesso non voltarti voglio ancora guardarti non girare la testa, dove sono le tue mani…."



 

Fotografieultima modifica: 2005-04-17T22:23:25+02:00da la23strega@v
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10 pensieri su “Fotografie

  1. Binari come freddi e sinuosi serpenti. Il treno corre, come corre la vita, non la puoi fermare, se non su di una pellicola. Ed è quella che rimane quando tutto finisce. Il tuo amore, sussurato, cantato, urlato è il solo che potrà darti la forza di accettare l’ineluttabile realtà precaria della vita.Ti abbraccio. Ilia

  2. Carissima strega, era tanto tempo che attendevo mi facessi visita. La mia fuga improvvisa, costretta, non ha lasciato spazio ai saluti.. Ma ho continuato a leggerti, a seguirti, a riscoprire in te qualcosa di mio… come sempre, come anche tu dici di fare. E a volte, come oggi, risvegli ricordi che mi hanno tenuta sveglia una notte intera. Buona giornata, amica strega. Ti lascio un bacio e il mio sorriso più vero. 🙂 M.

  3. Tu hai un modo raro di creare sensazioni, di urlare in silenzio, di amare con passionalità… Non continuare a guardare da quella parte, meriti la gioia, la rinascita e il caldo del sole… dietro l’angolo di quella via! Ti abbraccio più forte che posso. Sei bella.

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