Parole infilate per sbaglio

È solo distruggersi e ricostruirsi. Inventarsi e reinventarsi. Grazie all'apporto degli altri. Alla scoperta dell'alterità e delle differenze. Grazie alla parte di te stesso che vedi riflessa negli altrui occhi. Grazie alla parte di te stesso che scopri negli altrui specchi. Come poter rimanere agganciati saldamente al proprio io in una fusione di cuori, di menti, di spirito! Forse sono io ad aver visto troppi film. Ma non amo la fantascienza. Ancor di meno le frasi strappalacrime che troppi circuiti ci propongono. Per suscitar commiserazione o cercar di promuovere empatia. Per farci addormentare con la mano sulla coscienza dopo aver detto le preghiere della sera. Perché fino a qualche anno fa, o forse ancor oggi, in alcune famiglie se la sera non ti inginocchiavi dinanzi al crocifisso il giorno dopo non potevi mangiare la cioccolata. O uscire di casa. Oggi ci pensano altri canali ad imporre il loro punto di vista. Anche sul modo di gestire i rapporti. Anche su quello che è giusto o non è giusto fare secondo parametri di giustizia falsamente oggettivi. Secondo parametri di bellezza freddamente stereotipati. Secondo parametri di bontà che propongono un perbenismo spicciolo e di facciata ed un moralismo corrotto ed ipocrita. Mi credo immune da tutti questi falsi schemi e rappresentazioni che una società come la nostra, così pervasiva, ci costringe ad avere. E mi credo immune perché sono presuntuosa, perché sono testarda, perché sono illusa. Ma forse sono la prima ad essere imbottita di frasi preconfezionate di una cultura surgelata. E costringo a far scorrere la mia vita su binari che non necessariamente mi porteranno ad una destinazione. Ma so che viaggiare è il viaggio. Guardare dal finestrino di un treno che puzza, una città che puzza ancor di più. Scrutare le espressioni annoiate, assonnate, immerse nei pensieri di chi mi circonda. Consapevole e sicura che solo una parola può bastare per rendere una giornata luminosa. Solo una parola detta in un modo garbato e sorridente. Solo uno sguardo fuori posto può invece riportare alle mente pensieri e sentimenti da voler rimuovere. Se solo fossimo più consapevoli di tutto questo! Delle armi potenti di cui disponiamo, non per cambiare l'universo, ma per arricchire le nostre giornate, il nostro sentire, per allargare il nostro sorriso. Ed ormai neanche si sorride più. Perché il sorridere fa aumentare le rughe di espressione. Ed allora forza con creme e cremine. Siamo invasi da falsi miti e non vogliamo neanche liberarcene! Se solo per una volta ci fermassimo davvero a guardare cosa c'è negli occhi delle persone! Forse ci scopriremmo tutti più simili. Tanto da arrivare a pensare …caspita… quello lì mi ha rubato i pensieri, quell'altro i sogni, quello lì il mio passato. E domani un'altra persona andrà al supermercato con lo stipendio fresco di giornata per riempire un carrello uguale al mio. Se solo fossimo capaci di guardare ancora negli occhi, smettendola di indossare occhiali da sole per riparare un'anima che ha paura. Ha paura della vita. Forse di mischiarsi alla vita. Di mischiarsi agli altri. Forse perché ha paura di perdere la propria identità. Forse perché nessuno gli ha mai preso la mano quando era in difficoltà. A me una volta, più di una volta, è successo. Ero per strada e piangevo. Non ho mai avuto la necessità di dovermi nascondere per farlo. Ed una volta singhiozzavo. Era uscita dal lavoro, ed ero uscita in ritardo. Dovevo andare a fare le prove per uno spettacolo a teatro ed ero in ritardo. Facevo un lavoro che odiavo, avevo una persona vicino che non mi aveva mai guardato negli occhi, ed ero in ritardo. Correvo per la strada e mi si era rotto un tacco. Ed io odiavo quel lavoro anche perché mi costringeva ad indossare i tacchi. E la sera ad avere i piedi infiammati. Per me che amo camminare scalza e sentire la terra era inaccettabile. Correvo per strada ed ero scalza ed avevo le mie scarpe in mano come segno di riconoscimento. Per chi come me non sapeva camminare troppo sollevata da terra. Quella sera persi il treno. Lo persi perché una donna mi fermò. Aveva una bambina in braccio di pochi mesi. Le incontravo spesso durante il giorno, quando indaffarata raggiungevo il posto di lavoro. Mi fermò e mi disse di non correre. Mi fermò e mi disse di non piangere, che a nulla sarebbe servito, che il treno lo avrei perso lo stesso perché non era quello il mio treno. Che il lavoro lo avrei lasciato lo stesso perché non era quello il mio lavoro. Ed allora mi fermai a parlare con lei. Davanti ad una cioccolata calda ci raccontammo le nostre vita, i nostri sogni, le nostre paure. Mi accorsi di aver meno sogni e più paure di lei. Più certezze e molte meno responsabilità. E tutto il disordine iniziò a trovare un suo posto. Fu un lento processo. Ma ora so che io mi posso fidare anche di chi è sporco di sterco, di chi è imbrattato di fango, di chi puzza di vita, di tutto quello che puzza di vita. Forse soprattutto per quello. E so di non potermi fidare di chi non ha odore. Perché è stereotipato. Perché non ha vita vissuta ma solo raccontata. Perché chi non vive non può saper ascoltare perché non sa raccontare se stesso. E chi non ha parole non le riesce a comprendere.
 

Parole infilate per sbaglioultima modifica: 2005-04-27T18:00:35+02:00da la23strega@v
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31 pensieri su “Parole infilate per sbaglio

  1. E queste sarebbero parole alla rinfusa? Fammi sapere quando scrivi sul serio che telefono a Stoccolma! Scherzi a parte vedo che ti stai tirando fuori l’anima, sembri esserti liberata da quella catena che ti stringeva. Almeno di questo sii felice, non è una cosa da poco. The Swordman

  2. A me le parole sembra di averle, ma forse come dici tu, sono asettiche e stereotipate. E forse è così perché ho paura. E forse questa paura mi farà prendere delle decisioni di cui mi pentirò. Non so bene quel che dico, ma mi è piaciuto quello che hai detto tu.

  3. bellissimo questo post .. mi ha colpito molto .. forse perche sono cose che in questo momento .. mi popolano la mente .. forse perche .. sono stanca dei stereotipi, di chi e troppo quatrato, quello si deve fare, quello nn e educato .. forse perche e piu bello sentire odore di vita .. anzi puzza di vita .. invece che .. chi nn ha odore, chi e vuoto, chi nn ha parole perche sono gia sentite gia viste, gia lette .. gia’ forse per questi motivi .. e la prima volta che entro qui .. bell’ blog complimenti kiss *angel*

  4. Grazie mille per il commento e per la solidarietà… se anche tu porti avanti “lotte” come le mie è un bene, sostenersi a vicenda aiuta a raggiungere l’obiettivo, no? Complimenti per questo post, l’ho trovato (e ti ho trovata) intelligente, sensibile, emozionante. A presto, buona giornata 😉

  5. “Se solo fossimo più consapevoli… “. Già, Brujita, questo è il problema: essere consapevoli. Di sè, innanzitutto. Conoscere se stessi è la precondizione per “conoscere” l’altro da sè. Tu, mi sembra evidente, riesci nell’intento. O almeno persegui l’obiettivo, il che spesso basta per dare un senso ai giorni. Vuoi sorridere? Il tuo post, oltre a molti pensieri, mi ha fatto ricordare una vecchia strip dei cavernicoli di B.C. di Johnny Hart. Il solito, stolido Peter chiedeva a Wiley: “Qual è la cosa più importante per l’uomo?” “Conoscere se stesso” rispondeva Wiley senza esitare. E poi: “Ma tu lascia stare. Potresti avere una brutta sorpresa”. Be’, credo che questo, alla fine, sia il problema di molti… Non il tuo, in ogni caso. Sai che mi piaci davvero tanto? Ti restituisco il bacio, con interessi superiori a quelli di Conto Arancio e con il ricordo di uno sguardo di velluto che mi riscalda il cuore almeno quanto le tue parole. Un abbraccio tenero, se me lo permetti (gf)

  6. Ciao amica Strega.. Ti scrive la tipa che nasconde un’anima che ha paura dietro a degli occhiali da sole scuri. Sai, è proprio vero che a volte si teme di perdersi, che si teme di mischiarsi.. così come è vero che a volte, certe paure, nascono dal fatto di aver percorso sempre strade con un’ombra sola. Ma confido nel fatto di voler cambiare, di provarci nonostante tutto.. e spero di farcela. 🙂 Ti abbraccio, Strega, e salutami tu sai chi… 😉 :* M.

  7. Il problema è la paura, la paura di essere se stessi, superata quella diventerà molto più facile trovare persone con cui bere una cioccolata calda………. ……..Sul tuo commento al post: forse siamo tutti troppo poco menefreghisti e troppo poco solidali……. ….un saluto da……..pocos icuro

  8. quando mi fermo qui, e leggo quello che scrivi trovo il profumo di una vita che lotta ogni giorno, di una ragazza che sa combattere , di una persona davvero bella … a volte basta una parola e un attimo per chi sa davvero ascoltare!!! (x gli stereotipi che ci impongono tralascio i miei pensieri su di un mondo che predilige la perfezione esteriore a scapitato di qualsiasi sentimento reale ed importante perchè in effetti fa paura o pochi la sanno raccontare, perchè ne avrei troppe da dire… ma mi hai fatto venire in mente una scena della mia infanzia quando (avevo circa 11 anni) me ne stavo andando in giro in bici a trovare un’amica. Durante il tragitto incontrai il vecchio prete del paese vicino…a parte che gli piaceva un casino il vino… ma mi disse:” Non ti vedo mai in chiesa alla domenica! sei cristiana come una scureza (questo te l’ho scritto in ferrarese..ma lo ritengo assolutamente comprensibile! “) gli risposi: “forse ha ragione, ma cerco comunque di rispettare gli altri tutti i giorni ! o forse sarebbe meglio se fossi presente ogni domenica in chiesa e poi, come tanti, appena fuori diventano ipocriti e peggiori, perchè pregando e sedendosi davanti ad un altare si liberano la coscienza ????”….. ok..ti sei sorbita il mio sermone… 🙂 ma volevo solo farti sorridere!!! 😉 sto tornando in forma, etciùùùùù…bè quasi!!! >Buon We carissima! troppo bello quello che hai scritto!!!!

  9. Capisco e condivido perfettamente quel che dici. Ma questo è il mondo dell’immagine, dell’apparire, forse lo è sempre stato, dove la sostanza, l’essere, sono ormai obsoleti. E chi è “fuori dal coro” è un “diverso” da cui prendere le distanze.Un abbraccio. Ilia

  10. è sempre un impresa per me riuscire a leggere i tuoi post… le parole mi scorrono davanti agli occhi e mi sembrano spesso frasi che vorrei riuscire a dire e scrivere senza riuscirci, e quindi faccio fatica ad arrivare in fondo senza perdermi nei labirinti della tua profondità che rispecchia la mia.Anche questo post ha un alone oscuro che lascia in fondo un piccolo bagliore, una stella appena nata ma piena di energia. le tue parole mi turbano, perchè sono reali e sembrano dichiarate con “verità”. è sempre un piacere leggerti… una abbraccio

  11. Che dire se non che è un post scritto con la passione di chi crede fermamente in quello che dice, in quello che fa, e con la rabbia di chi, pur consapevole, non può che assistere allo sfacelo di una società fatta di forma e di apparenza. Ti capisco, mia cara amica! Conserva tuttavia intatta la tua passione, la tua concezione del vivere. Un giorno o l’altro qualcosa potrà, dovrà pure cambiare!Un abbraccio. Ilia

  12. fraaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaaaaa a…. m’ha scritto virgilio l’altro giorno. m’hanno mandato il blog sul tg di la7… madò… hanno fatto una scorsa su tutte le nostre fotine. oggi mi hanno chiamata due miei amici per chiedermi se è mio quel blog di cui parlavano sabato in tv. sono ufficialmente sputtanata… e mi sa che sta cosa la devo dividere con te a causa delle nostre follie natalizie… diciamo che mi sono divertita ma devo ancora capire come m’è presa questa faccenda. ti devo chiamare. se domani mi metto in macchina per un lungo viaggio lo fo… (se non mi scordo l’auricolare). smack

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