Cronaca di poveri amanti

24 agosto 2005
Per l'ambientazione vedi dietro ed ancora dietro…
Ma mi eccitava e mi stuzzicava l'idea di usare la tua stessa saponetta per le mani. E mi eccitava e mi stuzzicava ancor di più vedere su quelle asciugamani umide la forma del tuo corpo. Vuol dire conservare il ricordo di quello che è stato. Vuol dire rendere questo ricordo tangibile ed osservabile. Vuol dire che l'assenza si materializza in una presenza morbosa, a tratti ossessiva, ma viva.
Io so che questi anni sono serviti ad entrambi. Non so invece quanti altri anni dovranno passare per far si che io ti basti. Forse quelli che ho davanti non sono abbastanza per riuscire a penetrare così a fondo nel tuo impenetrabile io. O forse il posto che ora occupo nel tuo spazio è già realmente vasto, profondo ed intoccabile che non avrebbe senso tentare altro.
Dall'altra parte. Quella sinistra, che ti è più simpatica, che ti risulta naturale. Almeno il tempo di un tè. Per poi magari pensare di restarci tutta la vita. Ma quelle dannate scarpe le hai volute indossare con un gesto repentino e sbrigativo. E non avevano neanche i lacci. Almeno il tempo di un tè e di una sigaretta intera. Se non tutta la vita. Per poter credere, sperare, illudersi di far finire quella notte in quell'istante. Te ne sei andato via troppo presto e molto prima dell'alba. E non è stato il salvadanaio l'unico ad essere ridotto in cocci. Se solo non avessi capito tutta quella paura che hai e che ti porti dentro, sotto, nascosta. Ma sai di miele e di cioccolato. E se solo avessi avuto un po' di incoscienza ti avrei rovinato la piazza e mi sarei rovinata la vita.
E se ti legassi da qualche parte per non fartene andare più? Inchiodarti al letto, tapparti la bocca con il mio corpo. Impedirti di parlare, tramortirti con il mio dolce odore. Dirti di chiudere gli occhi. Di respirarmi. Di non pensare al tempo che passa. Di non guardare la finestra chiusa per intravedere l'alternarsi del giorno e della notte. Se solo potessi aprirla quella finestra. E fotografare quello che dentro avviene. E quello che avviene fuori. Ed a volte mi sembra di vivere attimi in cui tutto può accadere. Come vivere insieme nel mio casolare. C'è un pollaio. Una stalla. E lì la terra non è avara ma è una dolce madre generosa e sempre incinta. Perché non l'ho ancora fatto. Mi chiedi perché non sono ancora scappata via. Perché è con te che voglio scappare. Senza bisogno neanche di andare lontano. Quando si è in due si macinano chilometri tenendosi per mano. Anche se gli unici metri da fare sono quelli per raggiungere il tabacchi sotto casa. Quando si è in due si esce continuamente da se stessi per poi ritornarci più vivi, più ricchi, più colorati e meno soli. Non è la fuga dalla città quella a cui aspiro. Il mio sogno, il mio unico vero sogno è condividere con te il silenzio del quotidiano, è volare con te sulle ali della fantasia, è girare il mondo anche restando ad occhi chiusi in quella stanza. Dietro a quella finestra.
Perché so che con te andrei a vivere in quella casa tra le colline, lontani da tutto questo rumore. Perché so che con te non ho paura dei miei silenzi, della mia parte oscura e della mediocrità. Perché so che con te non avrei paura neanche degli altri, della loro parte oscura, della loro arroganza. Perché mi sento protetta, serena e felice di vederti felice. E nella mia Rangoon e nella tua Cornovaglia. Ed in Messico. Senza paura di perdermi e non tornare più. Di perdermi tra le tue stanze e le tue strade. Tra le mie stanze e le mie strade. Sapendo che dovunque andrò sarò a casa.
Un po' di tempo fa ho detto che credevo che l'amore bastasse. Ed ho chiesto scusa per questo mio pensiero infantile. Non so perché l'ho fatto. Io sono sicura che l'amore basti. Per cambiare se stessi, le proprie prospettive, i propri sogni. Per colorare tutto questo grigio. Per accendere nuove stelle che fortunatamente nessuna navicella spaziale mai potrà raggiungere.
Ma non voglio più vederti andare via. Perdonami. Non voglio più vederti andare via.

Cronaca di poveri amantiultima modifica: 2005-08-25T17:49:16+02:00da la23strega@v
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5 pensieri su “Cronaca di poveri amanti

  1. ciao strega, grazie per la tua visita nel mio blog, mi ha fatto piacere lerggere il tuo commento su quel post. ehm….solo una cosa…:-) senza saperlo sei finita nel blog del tuo collega archeologo via del campo….sono io. ciao, un saluto carissimo e a presto. Carlo.

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