Senti che musica…

È morbida come la linea della mia bocca quando tento di far mille smorfie per oscurare una sensazione e per confondere gli astanti. È profonda come l'abisso del mio sguardo quando con occhi color nocciola fisso incredula una situazione da poco nascondendo uno smarrimento e uno stupore che la vita ancora mi concede. È impertinente come la curva del mio naso che sembra sempre in perfetto equilibrio, una tensione verso l'alto e un peso verso il basso che contorce tutte le corde del mio spirito. In equilibrio su di un filo tra la voglia di volare e la forza di gravità, tra la voglia di precipitare giù e la forza del cielo calamitato di blu. È dura come il mio arco sopraccigliare che come una folta linea netta si distende sulla mia fronte, attraversa le mie idee e si fa foresta per permettere ai restanti pensieri di isolarsi, differenziarsi e specializzarsi. È prorompente come il mio sedere che come una collina di terra vulcanica si fa portatrice di ricordi sanguinosi e vecchie sciagure. Senza più verde, senza più alberi, tutt'altro che vergine. È simpatica come la linea del mio ventre che scalpita come una ballerina non domata che si diletta a muover le anche per lasciare negli occhi degli spettatori immagini ed istantanee ad effetto calcolato, previsto, puntualmente accaduto. È triste come le mie mani che si fanno grandi per nascondere un tremolio di troppo, che si fanno forti per stringere in pugno la vita che non è nient'altro che fogli di carta bruciata, che si fanno lunghe per riprendere quei giorni troppo corti, troppo brevi, decisamente troppo sfumati. È vuota come l'anima di un assassino dopo l'ennesimo delitto, come l'amplesso senz'amore che ti lascia tracce di neve bianca, come quei vecchi grammofoni che non funzionano più.

Senti che musica…ultima modifica: 2006-06-12T13:25:37+02:00da la23strega@v
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5 pensieri su “Senti che musica…

  1. A volte anche quella dura,la musica,è morbida,dipende .Se non avessi visto il tuo volto,anche se tra un calamaretto e un gambero,l’avre i visto adesso allo specchio delle tue parole,un elettrografico che sale con le smorfie spinto dal fuoco del vulcano e scende nell’anima di un assassino e finisce su un grammofono senza puntina.nel tremolio delle mani potrei trovarci il momento di debolezza,un movimento che si dissolve come una linea tracciata sulla neve che viene cancellata puntualmente dal tempo di un cielo blu in movimento.Entro in questo tuo momento,scusami ,e mi firmo l’astante che mangia cozze,buonagior nata,grazie per la tua firma sul mio blog,a presto.

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