Divieto di sosta

Come un colpo a cuore aperto. Ed un semaforo che si è fermato sul giallo. Non posso essere la tua isola, nessun uomo dovrebbe esserlo. Non posso essere la tua oasi. Non posso essere la tua puttana. Assolutamente non potrei essere il tuo confessore. Non sono in grado neanche di esserti amica. Se pensieri, parole, immagini, fantasie ed orgasmi si mescolano insieme in una notte dove c'è troppa confusione. Se due lacrime in un silenzio fatto di sospiri hanno ricordato ad entrambi il posto che dobbiamo occupare durante questa vita. E stai certo che nella prossima cambio le carte in tavola, baro ed imparo a dirti di no. E tu impari a dirmi di si. E se solo ripeti di nuovo "Fuggi via con me, con me" io prendo la valigia e fuggo. Anche se per me amare non è fuggire ma restare. Ma tra un pò non conto più gli anni spesi, non persi bada bene, a progettare la nostra possibile fuga. E tra un pò non conto più i mesi di silenzio ingannatore. Tutto per non farmi male. O per non far del male a te. E per non far del male ad entrambi al posto del silenzio io ho scelto la pazzia. Ho scelto di dar vita alla mia fervida immaginazione. E di immaginarti legato ad una famiglia che non so se esiste, perso tra pappine e pannolini, tra letti non più disfatti e carrelli della spesa. E se ho sbagliato ad immaginare abbiamo sbagliato entrambi a non chiedere. E a non parlare. E a non pretendere. Io ho scelto la pazzia ed insieme alla pazzia la libertà di poterti gridare "T'amo" sotto alla tua finestra colorata di rosa che rosa non è. Perchè non esiste amore se non c'è esclusività. Per me. Ed il mio letto continua ad esser vuoto. Se poi l'amore lo faccio in macchina, in albergo, nelle acque calde di uno stagno, è perchè lo conservo vuoto quel posto. Ha già una firma sopra, morbida come il tuo nome.

Divieto di sostaultima modifica: 2006-08-01T19:39:49+02:00da la23strega@v
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7 pensieri su “Divieto di sosta

  1. lo so tesoro mio. lo so. lo so. lo so. lo so. lo so. per una senza uno straccio di certezza mi pare un risultato più che egregio. se mi prometti di tenermi lontani esseri dotati di corpi erettili in mezzo alle cosce ti porto al mare. ma sappi che sarò molto musona e che non tutti i giorni ce la farò a ridere di me 🙂

  2. le ultime parole famose. eccomi qui ad ubriacarmi di te. ho letto solo il primo e ho già capito che dobbiamo smettere fra. e non perchè ci accompgnamo a persone sbagliate. quelli sono buoni per far scrivere i libri a crepet. come vedi da me ci s’era messi tutt’altra maschera per ottenere lo stesso scopo. non fa una grinza. il risultato non cambia. son sempre lacrime sul letto sfatto e vuoto. ma perdio c’ho una candeggina nell’armadio da far impallidire persino l’omino bianco. la producono in una rara fabbrica del centro sud cambogiano e non è controindicata a coloro che credono al fumo delle parole che certa gente ti riversa addosso. è semplicemente riservata a quelli che delle parole comprendono l’importanza e ne conoscono il peso. e non le usano a caso e non ne approfittano per scagliare maledizioni contro teste che non meritano di essere insultate. vedrai che figata fra. lava via le macchie da tutti i cuscini. sui miei ci riporta le stelle di bassetti e cancella ogni cosa. così ci verrà anche a noi la gioia di rinkojionirci a rifare i letti e a trafficare tra pannolini pappine e sveglia alle sette perchè la giornata è cominciata. si chiama crescere fra. e stando a chi c’è già passato non è poi così male. bisogna raggiungere tanti compromessi e io lo so che il mio cuore non è pronto per questo. si fa speventare dall’idea di doversi accontentare di qualcosa che non è quello che vuoi davvero solo per dare un senso al calendario che si strappa da solo le pagine. ma sinceramente anche farsi sbattere dal primo coglione che ci rigira di belle parole vuote e poi sentirsi così vuote come mi sento io ora è ben più che accontentarsi di strani compromessi. è farsi male e basta. ricordami questo mio fugace momento di saggezza uterina la prossima volta in cui mi vedrai la luce negli occhi per il primo coglione che ha rimpinzato la vacca già obesa della mia fede nell’amore che ti fa tremare i polsi senza l’impiccio degli inferni quotidiani.

  3. Cara strega genitle, non so se il motore è forte e i muscoli sufficientement e, pazientemente e quotidianamente allenati…Ma tu riesci a capirlo da che parte cadono le stelle? Vanno così veloci nel cielo scuro, e non so se sono capace di capirne la direzione…Come nel tuo post, sono così intense le emozioni, che forse ci fanno illudere di poter capire senza parlare, di poter vivere nel sogno e nel contempo smetterla una buona volta di sognare di vivere…Tu parli di confusione, ma la verità è che purtroppo essa ci piace perchè contiene la parola fusione, ed ognuno di noi sogna e forse un po’ si illude di poterla raggiungere con qualcuno, che se la costruisce intorno attraverso belle sicurezze appassionate di parole.Non perdere di vista la realtà, è preziosa.Ma non lasciare che uccida i tuoi sogni.Tutto però sta nel capire da che cazzo di parte cade quella stella.

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