Ciao

Era lì, mezza accasciata sul sofà. Capo reclinato, bocca aperta in cerca di aria, sguardo perso, cosce aperte. I vestiti a brandelli sul pavimento, due bicchieri di vino bianco colmi fino all'orlo al centro del tavolo, un libro aperto sul divano. Pagine strappate e frasi sottolineate. Era lì. Segni rossi sui polsi, sulle caviglie, sul collo.
-Cosa ti è successo?
-Mi hanno mangiato il cuore
-Chi è stato?
-Le bugie, il silenzio, un velo bianco, la debolezza, una festa, un viaggio, la speranza. Si, la speranza mi ha mangiato il cuore. Ed è scappata via senza chiudere la porta.
-La speranza…..?
-La speranza di chi non ha vie di fughe ma chiude gli occhi e prega. Quella bastarda, fottuta fiammella che sopravvive alle torture più bieche.
-Inizio a non seguirti…
-Non devi seguirmi. Abbracciami. Mi hanno chiesto di pregare ma io non so farlo, aiutami tu, fallo al posto mio. E poi mi hanno chiesto di sorvolare e di far finta di niente ma ormai i miei occhi hanno visto, le orecchie udito. La vita parla da sola spesso e volentieri. I messaggi non li cogliamo e non perchè siamo stupidi ma sempre per quella fiammella che continua a brillare. Ora non c'è più. Non c'è più neanche lei. Ma è rimasta la sua scia. E quella scia profuma di miele e cioccolatto. Lo sai. Chiudila tu la porta. Io ora non riesco neanche a guardare fuori. Mi fanno male gli occhi. E mi fa male la vita. Tutta quella vita. Era la nostra, era la mia. Me l'hanno rubata. Mi hanno rubato il passato, il presente ed il futuro. Ed ora non sono niente. Carne accasciata sul divano. E il segno sul collo è la disperazione. I segni ai polsi sono le bugie. Quelli alle caviglie i tradimenti. Sai c'è gente che si tradisce di continuo, capisci? Come si fa a tradire se stessi?
-E tu non hai mai tradito te stessa?
-Forse è successo qualche volta, più di una volta. Ma non ho mai messo un punto e non ho mai dimenticato me stessa completamente fino all'abnegazione. Non sono mai diventata un pupazzo, e non ho mai costruito la mia vita come fosse una farsa. E dirti che non ci ho provato vorrebbe dire mentire. Ma ho fallito. Mi voglio bene capisci, mi voglio bene. La vita è così breve, così evanescente.
-Sei ubriaca…
-Si forse lo sono. Ma non è colpa mia. è la vita con i suoi mille aromi e mille odori. Hai mai sentito l'odore della morte? Quello è l'odore che sento. L'odore di chi è senza vita. Di chi non ha mai avuto il sangue nelle vene. Di chi non ha mai aggiunto sale nel piatto. Di chi non ha mai rischiato, osato, scelto, deciso. Di chi non ha mai avuto paura. Di chi si è lasciato vivere per una vita intera. Di chi non conosce il significato della parola responsabilità. Di chi non sa neanche voler bene e poi ti guarda negli occhi ed ha anche il fottuto coraggio di dire "Per sempre". O forse non è coraggio. Forse è disperazione.
-Devi perdonare…
-Nella mia anima non ho un briciolo di rancore verso nessuno. E l'odio non so cosa sia. è la delusione che mi annienta. Figlia della speranza anche lei. Passerà, passerà, passerà. è vivere che diventa sempre più difficile. è ricostruirsi di continuo nuovi sogni che fa male al cuore. è dimenticare che svuota testa ed anima e ti fa restare giorni e giorni su questo divano in attesa che qualcuno ti aiuti a chiudere definitivamente quella porta. Perchè quando te la sbattono sul naso non serve a nulla. L'unica cosa che davvero serve è accompagnarla con la mano dolcemente verso lo scatto definitivo ed avere anche la forza di dire ciao. Con il sorriso magari e con tutta la malinconia del mondo. Ciao.

Ciaoultima modifica: 2006-09-28T10:45:58+02:00da la23strega@v
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15 pensieri su “Ciao

  1. sono passata tre volte e tre volte me lo sono riletto prima di riuscire a premere il tasto: commenta, e vorrei dirti tante cose, vorrei farti capire quante emozioni ed anche quanto dolore hai suscitato in me, ma non riesco, quindi chiudo piano la porta, lentamente e ti dico solo ciao… Mai.

  2. Il tuo nome è rischio: osare, sfidare il dolore, anzi accoglierlo come segnale di vita, anziché fare finta che non esiste o sopportarlo come la pioggia ineluttabile. Lo prendi invece, lo accogli dentro di te e lo fai maturare, macerare, lo trasformi in energia. La tua stanchezza è apparente: dentro invece hai come un processo continuo di fermentazione, ti muovi, ti evolvi e ti trasformi. Anche attraverso il dolore. Che può in ogni attimo diventare gioia, non dimenticarlo. Un bacio

  3. La speranza è una cosa strana, sorella della capacità di stupirsi, cugina della possibilità di innamorarsi. E’ una parte di una famiglia terribilmente disfunzionale e come tale priva di affidabilità o di buon senso. Tende ad andarsene senza avvertire per poi rispuntare quanto non lo credi più possibile o più in generale a farsi gli affaracci suoi. In sintesi credo sia più utile credere piuttosto che sperare e la base per un atto di fede come lo è il credere sta tutto nella fiducia che hai in te stessa. Quella ci deve essere. The Swordman

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