Il custode

Una società che conosce la poesia e l'arte è una società migliore.
La massificazione oscurantista nata negli anni ottanta ha creato un popolo di alienati che vede nel consumo e nell'affermazione di sè gli unici traguardi realmente ambiti.
Il tempo consuma i nostri volti. La gioia sempre più rara nei nostri occhi.
Ogni istante perdiamo qualcosa o qualcuno. Senza senso.
Rincorriamo senza sosta un motivo plausibile per continuare ad esserci.
C'è chi riesce ad articolare motivazioni più articolate e credibili e c'è chi come me non ci riesce. Solo i sorrisi delle persone mi regalano un senso di fratellanza che non si consuma. Che non si perde. I destini sono gli stessi. Siamo fratelli nella deriva.
Siamo tutti figli di un dio cattivo e ingiusto che, pazzo di solitudine, scatena su noi il dolore. Volerci bene è l'unica gioia rimasta.
Dovremmo premiare tutti quelli che riescono a voler bene a qualcuno.
Il resto è miseria e sopravvivenza. Come le bestie. Meschine e ottuse. Senza sorriso.
Un giorno arriverà l'indifferenza. E spegnerà tutti i colori. E sarà troppo tardi.

Liberamente tratto da Il Custode di Pierpaolo Sepe

Il custodeultima modifica: 2006-10-16T12:04:41+02:00da la23strega@v
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