I draghi e le anguille

E di nuovo un castello che si riflette sulle acque. Nessun mare imbronciato e tagliato dal forte vento di scirocco. Nessuna oasi con principesse che aspettano chi, tra il drago e l'uomo, possa aver la meglio. Un castello sulle rive di un tranquillo lago del centro Italia. Ed al posto dei draghi il piatto forte delle anguille al vino rosso. La stanza delle principesse è pur sempre una stanza reale in qualunque castello del mondo. Un principe resta un uomo in nord Africa come nella Loira. E persino in Italia dove tanto ci lamentiamo di una cavalleria che non esiste più. Perché troppe poche favole hanno fatto crescere troppi pochi uomini e dopo il latte materno poca consolazione per le loro bocche. La voglia di sconfiggere un drago a dieci teste è scomparsa così come sono scomparse le carrozze di un tempo troppo lontano. E quell'uomo fatto principe per una sera, non ha ben chiara la direzione da prendere. Ma sicuramente la sala delle armi gli farà dimenticare la sua viltà. E quella donna fatta principessa avrà dietro al velo paura, incoscienza, gioia e forse bontà per far diventare una notte autunnale la notte del suo amore. E non so quanto compromesso ci possa essere dopo che due persone si conoscono da sempre e si guardano negli occhi fino a decidere di condividere una vita. Ed è per questo che non sta a me giudicare il motivo che li ha spinti a forgiare i desideri in virtù della loro vita e non il contrario. Perché se troppe poche favole e troppe responsabilità hanno fatto le loro ossa, forse un sogno da vivere per quanto già battuto è pur meglio di una realtà senza sbocchi e che non sai cambiare. Si abbracceranno i due e davanti ad un uomo uniranno le loro vite in un coro di applausi, sulle rive di un lago, in un grande prato verde. Dalla finestra della torre due occhi guardano ed applaudono anche loro. Imprigionati al buio al tocco di due mani lievi si uniranno in un orgasmo senza pensieri. Che di pensieri sono già piene le pance degli uomini. E due occhi dalla torre scriveranno in silenzio la loro storia muta in un gorgo di parole senza senso. Ricordando di un vento che non entrava mai da quella finta finestra incastonata in un muro di cemento armato. E negli occhi proprio quel castello, proprio quella favola. Solo altri nomi ed un finale diverso. Ma vai a capire perché le favole non finiscono più con "…e vissero tutti felici e contenti". Ormai ci accontentiamo di "…e vissero". Avrà gli occhi tristi? A chi penserà? Alla principessa dai capelli corvino, alla maga della torre, alla sposa di bianco vestita. Solo un bacio sulla fronte a lenire il suo tormento e il riso che si incastra tra i riccioli color dell'oro. È senza dubbio poetico affermare che nulla cambia fino a che non cambia dentro di noi. Ma giorno dopo giorno ci si inizia ad affezionare alla propria vita piena di quelle piccole inutili abitudini e persino quel piccolo segno sul dito entra talmente tanto dentro la pelle che diventa difficile farne a meno. Impossibile. Dalla pelle all'anima è un unico passo.

"Verso la fine della vita avviene come verso la fine di un ballo mascherato, quando tutti si tolgono la maschera. Allora si vede chi erano veramente coloro coi quali si è venuti in contatto durante la vita"

I draghi e le anguilleultima modifica: 2006-11-27T18:18:50+01:00da la23strega@v
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